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Itinerari enogastronomici per scoprire Rimini

Alla scoperta dei luoghi e dei sapori della Romagna: partenza Rimini. Capoluogo e città simbolo della Riviera Romagnola, Rimini è il luogo di partenza ideale per imparare a conoscere la storia di questa terra e la sua tradizione enogastronomia. Si può cominciare attraversando il famoso Ponte di Tiberio, per arrivare all’Arco d’Augusto, due testimonianze delle origini romane di questa città. Imponente è Castel Sismondo, fatto edificare nel Quattrocento per volere di  Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini. Il carattere forte dell'edificio è sottolineato dalla posizione privilegiata su cui si ergeva la fortezza. Infatti, prima di cominciare a lavorare sulla rocca, Sigismondo fece spianare un ampia zona della città, di fronte alla piazza medievale più importante  - l'attuale Piazza Cavour -. Imperdibili il Tempio Malatestiano, prima opera architettonica di Leon Battista Alberti iniziata nel 1447, che  trasformò la preesistente chiesa di San Francesco in tempio-mausoleo per il signore della città. All’interno si trovano straordinarie opere di Agostino di Duccio e Giotto. Da assaggiare in zona la tipica grigliata di pesce o “rustida” – piatto tipico della cucina marinara adriatica - , da abbinare ai vini della tradizione enologica ispirata al grande regista  Federico Fellini, cui sono dedicati i “Felliniani”, i migliori vini dei Colli di Rimini, che si incontrano proseguendo dall’Arco di Augusto percorrendo la via Marecchiese verso l’interno, passando da S.Martino dei Molini, fino a raggiungere Santarcangelo di Romagna, da dove parte la "Strada Romagna", la via dei vini che accompagna questo percorso enogastronomico. Santarcangelo di Romagna, città che sorge sulle “Grotte di Giove” - antiche grotte di tufo create artificialmente dall'uomo, probabilmente scavate dagli antichi cristiani che fuggivano alle persecuzioni ed utilizzate  come dimore e luoghi di culto. Nel corso dei secoli sono servite anche come cantine per il buon vino Sangiovese, data la temperatura costante di 12-13°. Santarcangelo è considerato la capitale della poesia dialettale riminese ed è ricca di tradizioni secolari culturali, oltre che sede di eventi rinomati a livello nazionale, come il Festival del teatro in Piazza e le antiche fiere di S. Michele e S. Martino. Da Santarcangelo passando per Poggio Berni - ricco di palazzi, ville nobiliari e mulini ad acqua, tra i quali è da visitare il Molino Moroni – si raggiungono le vestigia storiche di Torriana – dove  si trova l'antica Scorticata con i resti della Rocca Malatestiana e la Torre quadrata - uno dei luoghi più suggestivi della provincia: suggestivo borgo medievale nella cui misteriosa Rocca dei Guidi si dice alberghi ancora il fantasma della figlia del feudatario. Curiosa la fontana dell'Albero dell'acqua, voluta da Tonino Guerra. L’itinerario enogastronomico prosegue arrivando a Verucchio, la culla dei Malatesta ed importante centro archeologico - sede centrale della cultura Villanoviana tra il IX e il VI sec a.C. -. Sul territorio, Sangiovese e Trebbiano si accompagnano ad una ricca cucina di terra e di mare: il pesce azzurro fritto o grigliato si alterna ad una cucina di terra che va dai classici “caplet” – i passatelli in brodo – , ad un altro primo di pasta, i  maltagliati con i fagioli, alle tagliatelle al ragù. Come secondi piatti troviamo, accanto alle tipiche vongole alla marinara,  il castrato, accompagnato dal formaggio di fossa e dal pecorino nostrani. Per concludere, la ciambella è il tipico e più antico dolce romagnolo, insieme al migliaccio – dolce preparato con il sangue del maiale, riso cotto nel latte, cioccolato, farina di castagne, mele cotte in tegame –  e ai pjadot, biscotti preparati con uva passa, farina bianca, farina di mais, zucchero, uova e latte. Il viaggio continua visitando la valle del Conca attraverso il territorio di Montescudo, dove l'agricoltura offre saporitissime patate e l'artigianato un'antica e consolidata tradizione di terrecotte. Da non perdere una puntata alle suggestive grotte carsiche della Riserva naturale di Onferno, a ridosso dei confini marchigiani. Rimanendo invece sul crinale, si raggiunge in breve la vicina Montecolombo, altro borgo fortificato dei Malatesta, oggi immerso filari di vigneti e uliveti. Grande la tradizione dei vasai e rilevante quella gastronomica, con trippa, strozzapreti e ottimi vini passiti. Concludiamo il percorso segnalando la splendida Montegridolfo, posta sulla linea di confine tra Marche e Romagna, con l'antico nucleo fortificato ancora integro e attentamente restaurato. Interessanti il santuario della Beata Vergine delle Grazie e la chiesa di S. Rocco, con pregevoli opere pittoriche all'interno.

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